Accolto dal Sindaco Davide Bortolato, dalle autorità civili e militari, dalle Associazioni Combattentistiche e d’Arma e dalla delegazione veneta dell’Istituto Nazionale per la Guardia d’Onore alle Reali Tombe del Pantheon, S.A.R. il Principe Aimone ha assistito, quale ospite d’onore, alle celebrazioni per il centenario del Municipio, della Piazza e del Monumento ai Caduti di Mogliano Veneto, inaugurati il 4 luglio 1926 alla presenza del bisnonno del Principe, il Duca Emanuele Filiberto.



Al termine della parata e dell’inno nazionale, eseguito dalla fanfara della Brigata alpina “Julia”, la cerimonia ha visto l’intervento delle autorità e la scopertura di una nuova targa commemorativa, con la deposizione di una corona d’alloro al Monumento ai Caduti. Nel portare il Suo saluto, che ha riscosso ampio gradimento tra le autorità e il pubblico intervenuto, il Principe Aimone ha sottolineato il legame storico tra la Sua Famiglia e la città e l’importanza di questo giorno di memoria. Il Comune di Mogliano Veneto, a ricordo di questa giornata, ha donato al Principe la riproduzione della lettera inviata, il 24 novembre 1918, dal Duca d’Aosta Emanuele Filiberto al Sindaco all’indomani della sua dipartita dalla città al termine della guerra.
“Per me, o per meglio dire, per la mia famiglia, questo è un ritorno. Cento anni fa il mio bisnonno, Emanuele Filiberto di Savoia, Duca d’Aosta, fu ospite d’onore per l’inaugurazione di questi due simboli così significativi per la città: il Municipio e questo splendido monumento, la Vittoria Alata, dedicato ai 260 ragazzi di Mogliano caduti nella Prima guerra mondiale.
Discorso di S.A.R. il Principe Aimone per il Centenario celebrato a Mogliano Veneto
Il legame di mio bisnonno con Mogliano Veneto fu profondo. Durante la Grande Guerra, nel suo ruolo di Comandante della III Armata, scelse Mogliano come punto strategico per il proprio Quartier Generale stabilendolo a pochi metri da qui, a Villa Stucky, e fissando la propria dimora a Villa Trevisanato, oggi Villa Zoppolato.
Fu da qui, nei giorni drammatici successivi a Caporetto, che diresse la riorganizzazione delle truppe, guidò il ripiegamento verso il Piave e contribuì a costruire quella nuova linea difensiva che permise di salvare migliaia di vite e di preparare la riscossa. E fu ancora da qui che, alla testa della sua III Armata partì, nel 1918, per la vittoria sul Piave e guidò l’avanzata finale che portò alla liberazione di Trieste. Forse fu proprio questa la vera chiusura del Risorgimento Italiano.
Ma oggi non siamo qui per celebrare le vicende militari della III Armata. Siamo qui per ricordare un momento fondamentale nella storia di Mogliano Veneto, l’inaugurazione del nuovo Municipio, che segnò l’inizio di un percorso di crescita e sviluppo che ha portato questa città a diventare la realtà viva e dinamica che conosciamo oggi, e per rendere omaggio al Monumento ai Caduti, realizzato per custodire la memoria e il sacrificio di coloro che diedero la propria vita in guerra.
Oggi ricordare quei sacrifici non è retorica. È capire da dove veniamo. La libertà, l’unità, la pace che viviamo non sono scontate.
Sono il frutto di prove durissime e di persone che hanno scelto la comunità prima di sé.
Per questo sono qui, felice di celebrare insieme a voi cento anni di storia moglianese.
Come mio bisnonno 100 anni fa inaugurò questi due importanti simboli cittadini, sono onorato e commosso di essere qui oggi, nella stessa veste, a celebrarne il 100° anniversario.”



copertina e foto © Comune di Mogliano Veneto

