Cento anni fa la Regia Nave “Puglia”, dono della Marina Militare a Gabriele D’Annunzio, faceva il suo arrivo a Gardone Riviera dove, seguendo la volontà del Vate, sarebbe stata rimontata sotto il colle mastio nel parco del Vittoriale degli italiani, lo straordinario complesso pensato dal poeta-soldato a memoria delle imprese italiane durante la Prima guerra mondiale. Nel corso della commemorazione, lo scorso 8 marzo, è intervenuto anche S.A.R. il Principe Aimone che ha voluto suggellare questa importante ricorrenza con la donazione di una parte della collezione di modelli navali di Casa Savoia al Vittoriale, tra i quali la Nave Reale “Savoia”, lo yacht “Elettra”, la corazzata “Regina Margherita”, l’incrociatore leggero “Eugenio di Savoia”, l’incrociatore pesante “Prinz Eugen”, l’incrociatore leggero “Emanuele Filiberto Duca d’Aosta”, la motobarca armata M.A.S. 569, il siluro a lunga corsa detto “Maiale” e il sommergibile costiero “Scirè”.



Il mio animo è pervaso da grande emozione pensando che questi miei modelli, cinti dal ferro della R.N. Puglia, testimone muto del sacrificio dei marinai d’Italia, tramandino alle future generazioni […] la memoria di queste Unità Navali e dei loro equipaggi.
Estratto dall’introduzione di S.A.R. il Principe Amedeo al fascicolo “1921-2021 Il Vittoriale. Una inimitabile infinita avventura”, Marina Militare
I modellini, facenti parte della collezione privata di S.A.R. il Principe Amedeo, furono da questi concessi in comodato al Vittoriale nel 2021 per l’allestimento del Museo di Bordo che, realizzato all’interno dell’ariete torpediniere della Regia Marina, ha in queste fedeli riproduzioni quasi tutte in scala 1/100 una fondamentale testimonianza della storia della marineria italiana e dei suoi protagonisti. Nel corso del suo intervento, il Principe Aimone ha voluto ricordare la grande passione del padre per il mare e il profondo sentimento che lo legava alla Marina che, come lui stesso ebbe a dire, fu la sua salvezza e scuola di vita, fu la famiglia che gli diede “una cittadinanza, una gerarchia, un’appartenenza” di cui mai smise di onorare i principi e valori. A testimonianza poi del grande rapporto di stima che vi era tra D’Annunzio e il Duca d’Aosta Emanuele Filiberto, al termine del suo discorso, il Principe Aimone ha letto un telegramma del Vate al Duca del maggio 1926 rievocando così le salve di cannone sparate dalla “Puglia” che, per l’occasione, hanno salutato l’evento anche oggi.




