Questa mattina, al Castello della Mandria, accolti dalla Direttrice del Consorzio Residenze Reali Sabaude Chiara Teolato e dal Responsabile delle Relazioni Esterne Tomaso Ricardi di Netro, S.A.R. il Principe Aimone e S.A.I.R. l’Arciduca Martino d’Asburgo-Este hanno partecipato alla presentazione del restauro del servizio da tè da viaggio appartenuto ai Duchi d’Aosta e donato, nel 1907, dal “Duca Invitto” Emanuele Filiberto alla signorina Erminia Piano al termine del suo mandato di istitutrice dei figli Amedeo e Aimone. Il servizio in argento della Koch & Bergfeld, su cui sono presenti gli stemmi dei Savoia Aosta e degli Orléans sormontati dalla corona ducale e circondati da nodi sabaudi, è completato da tazzine in porcellana della Ginori ed è stato donato al Consorzio della Venaria Reale da Gisella Bressy, pronipote di Erminia Piano, la “Rina” dei principini (diminutivo di signorina).
“Una testimonianza veramente toccante, è un ricordo per me bellissimo specialmente perché riguarda i due fratelli in quei pochi anni in cui hanno vissuto insieme e quel che mi tocca ancora di più è che Amedeo inizia a scrivere i suoi diari proprio quando la Rina parte, quindi dal 1908.”
Estratto dall’intervento di S.A.R. il Principe Aimone durante la cerimonia di presentazione del servizio da tè dei Duchi d’Aosta
Dopo l’attento intervento di pulitura del Centro di Conservazione e Restauro “La Venaria Reale”, in parte finanziato grazie ai fondi raccolti dal Comitato Torino 1713-2023 e dall’Unione Monarchica Italiana durante una cena di beneficenza patrocinata dal Principe Aimone, il servizio è stato collocato nel percorso di visita della Mandria all’interno del salone delle feste, dove sono conservati i due ritratti raffiguranti il Duca Emanuele Filiberto e la Duchessa Hélène, opere del pittore Giacomo Grosso. A conclusione della cerimonia, i Principi hanno ricevuto un gradito dono della professoressa Bressy, che ha loro inviato un cofanetto contenente lettere, foto e documenti raccolti dalla prozia e riguardanti la famiglia Aosta, alla quale rimase sempre molto legata.



copertina e foto ©Casa Reale di Savoia

