Vittorio Emanuele, il Conte di Torino

di Redazione

Vittorio Emanuele di Savoia Aosta nacque a Torino il 24 novembre 1870, pochi giorni prima della salita al trono di Spagna del padre Amedeo. Trascorsi, quindi, i primissimi anni di vita a Madrid, rientrò in Italia con la famiglia, che lo destinò alla carriera militare, cominciata con la formazione al Collegio Militare di Milano e proseguita all’Accademia di Modena, entrando nel “Piemonte Cavalleria” e ivi percorrendo il suo cursus fino a divenire Comandante in capo della Cavalleria durante l’intera durata della Grande Guerra.

Dopo la guerra, che gli valse due medaglie d’argento al valore, fu promosso al grado di Generale di Corpo d’Armata nel 1923. La sua presenza e il suo carisma lo rendevano un volto particolarmente amato dal popolo, chiamato da più parti d’Italia a rappresentare la Famiglia Reale in occasione di inaugurazioni, commemorazioni, iniziative di vario genere. Rimasto prudentemente ai margini della vita pubblica durante il periodo fascista, seppe tuttavia dimostrare
la propria vicinanza agli italiani colpiti dalla guerra attraverso un supporto non solo morale ma anche concreto, intervenendo economicamente a favore di coloro che avevano subito danni a seguito dei bombardamenti alleati.

L’episodio a cui è maggiormente legata la memoria del Conte di Torino è tuttavia quello ricordato come “il duello dei principi”. Nell’estate 1897 il Principe Enrico d’Orléans, corrispondente per “Le Figaro”, aveva pubblicato dall’Abissinia una lettera in cui si metteva in dubbio l’onore delle truppe italiane. L’eco delle parole ingiuriose di Orléans provocò un forte sdegno in Italia, raccolto dal Conte che sfidò apertamente il principe a duello. Il combattimento, svoltosi la mattina del 15 agosto fuori Parigi, si risolse a favore di Vittorio Emanuele, che per questo fu celebrato come “campione dell’Esercito e vindice del nome italiano”.

Trasferitosi a Bruxelles a seguito del referendum del 1946, morì poco dopo, il 16 ottobre 1946, ma la salma fu rimpatriata nel 1968 e riposa da allora nella cripta reale della Basilica di Superga.

Un profilo biografico, scritto da G. Mola di Nomaglio, è stato pubblicato sulla Rivista del Collegio Araldico, n.1, anno CXIX, giugno 2022.


In copertina: particolare dell’illustrazione raffigurante Vittorio Emanuele tratta da “L’Illustrazione italiana” del 22 agosto 1897

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